La storia del Kali

Il Periodo Precoloniale:

Il Kali, noto anche come Arnis o Eskrima, è una disciplina marziale nata nell'arcipelago delle Filippine. La storia di questo arcipelago è ancora in gran parte sconosciuta. Alcune storici affermano che gli antichi filippini provenivano dall'Indonesia e dalla Persia (attuale Iran) e che, attraverso l'Indonesia, raggiunsero e si stabilirono nell'arcipelago delle Filippine. Altri affermano che furono addirittura gli antichi Egizi, i primi a raggiungere l'arcipelago. Di certo tra il VI ed il IX secolo D.C. è stato influenzato da alcune popolazioni malesi, cinesi ed indiane, giunte nelle isole prevalentemente per scopi commerciali. Inoltre le guerre e le colonizzazioni che hanno caratterizzato la storia delle Filippine contro innumerevoli oppressori, hanno indubbiamente contribuito alla qualità tecnica e pragmatica delle arti marziali sviluppatesi in queste terre, profondamente radicate nella storia e nella cultura, nella filosofia, religione e negli scritti dei suoi abitanti.
Basandoci su Maragtas, opera che tratta della storia di Panay (una delle moltissime isole filippine) ci troviamo davanti alla leggenda dei dieci “datu” (capi) della tribù Dyak. Attorno al 1250 a.C., dieci capi guerrieri del Borneo, poiché il sultano Makutunaw si era impadronito delle loro proprietà, lasciarono la loro terre per approdare a Panay. Qui fondarono la Confederazione di Madyaas, governata dal datu Sumakwel, autore di Maragtas. La leggenda dei datu viene accettata come storia dell’isola di Panay, considerata da tutti, come la culla della nascita del Kali, ove fu codificato e tramandato. Gli abitanti di Panay, provenienti dall’isola del Borneo, venivano educati nelle scuole alle arti guerriere considerate alla pari di tutte le altre materie. I Filippini avevano sviluppato il loro proprio sistema di medicina, l'astronomia, l’ingegneria così come la lingua, le lettere e la storia. La maggior parte di queste scritture furono distrutte durante la conquista spagnola. Lo Scritto e le lingue differiscono a seconda della regione, oggi si contano oltre 300 dialetti maggiori oltre al Tagalog, diventata lingua nazionale. Venivano addestrati all’uso di diverse armi, tra cui la tipica spada dalla lama a serpentina, kalis (ma anche kriss o keris), alla quale si fa risalire una delle possibili origini del termine Kali, con la quale raggiungevano lo status di guerriero e quindi uomo, con il compito di difendere il proprio villaggio.
Altre teorie attribuiscono il termine Kali dall’ unione delle parole “kamot” che significa mano o corpo e da “lihok”, che significa movimento. E’ di sicuro il termine più antico, utilizzato nelle aree del Sud, Mindanao, Maranao e Sulu. E’progenitore dei termini Eskrima o Esgrima (termine coniato dagli invasori spagnoli derivante dalla scherma), utilizzato di solito nelle isole di Visayas , aree del Nord, ed Arnis o Arnis de Mano, termine più noto nelle zone del Centro come Luzon.
Nel dodicesimo e nel tredicesimo secolo, un altro grande imperò regnava nell'area: l'impero Madjapahit, nato a Java, si espanse in tutta l’Asia del Sud-Est e nell’area meridionale dell'arcipelago, dove si stabilì pesantemente, subendo la forte influenza dei missionari mussulmani che resero famosa tale zona come "tierras moras", la terra dei Moros (mussulmani filippini). Oggi la regione Meridionale di Mindanao e' una fortezza musulmana, ferocemente indipendente ed in lotta con la maggioranza cristiana e governante.

L’invasione Spagnola:

Fu all'inizio del secolo 16°, con l'invasione spagnola, che si scontrarono i guerrieri filippini e uno dei più famosi esploratori europei, il portoghese Ferdinando Magellano, il quale al servizio della potentissima Spagna, il 16 Marzo del 1521 scoprì le Filippine giungendo a Samar, dove strinse un un’alleanza con il re di quest’isola, Rajah Kolambu e con il Rajah Humabon, re di Cebu. Da questo punto in avanti ci sono due diverse versioni della storia; la prima vorrebbe che il re dell’isola di Mactan, il rajah Lapulapu (il cui vero nome sarebbe stato Tanday Lupalupa) si rifiutò di pagare i tributi chiesti proprio da Magellano. La seconda versione vorrebbe che rajah Humabon, per una rivalità proprio con Lapulapu, chiese a Magellano di invadere l’isola di Mactan e conquistarla. Di fatto il 27 Aprile 1521, il conquistatore portoghese approdò sulle spiagge di Mactan, dove venne ucciso, insieme a molti suoi uomini, sotto i colpi di “kampilan” (spada tradizionale filippina a due fili) e delle lance “sibat” dei guerrieri “mandirigma” di Lapulapu. Solo una nave con 18 uomini riuscì a scampare al massacro tornando in Spagna. Su di essa vi era l’italiano Antonio Pigafetta, il quale teneva il diario di bordo di Magellano e che quindi riuscì a tramandare ai posteri le vicissitudini del famoso esploratore.

Il rajah Lapulapu entrò di diritto nella leggenda dell’arcipelago Filippino, come il primo eroe nazionale, ricordato da tutte le scuole di Kali, Arnis, Escrima come un abilissimo “Mandirigma” e un prestigioso esempio di tradizione guerriera locale, a cui è stata dedicata una statua in sua memoria. Stando a Don Baltazar Gonzales, autore nel 1800, dello scritto “De Los Delitos” (dei Delitti) rajah Lapulapu avrebbe sviluppato un sistema di combattimento consistente in sei tagli (alla testa, al petto e ai reni, rispettivamente a destra e a sinistra, e due colpi di punta al volto e all’addome) denominato “Pangamut”.
Dopo Magellano, seguirono altre spedizioni spagnole che fallirono l'obiettivo di una conquista militare e solo abbandonando l’approccio militaresco in favore dell’approccio religioso volto alla conversione della popolazione locale alla religione cristiana e di metodi piu' diplomatici, la Spagna riuscì ad ottenere insediamenti più stabili che solo nel 1571 si tradussero in un Governo coloniale a Manila. Durante questo periodo, vi furono numerose incursioni di popolazioni straniere volte alla conquista dell’arcipelago Filippino. Iniziò quindi l’evoluzione delle arti marziali filippine, le quali videro per la prima volta, combattere fianco a fianco, spagnoli e filippini. Fu l’occasione per una fusione delle tecniche di combattimento provenienti dalle culture spagnola, cinese, giapponese e filippina ovviamente.
Nel 1764 il governatore Salazar proibì alla popolazione filippina tutti i tipi armi da taglio, nella speranza di limitare la pericolosità delle rivolte. Fu così che i bastoni di legno esotico, vennero introdotti come arma e sostituiti nella pratica del Kali. Il termine Esgrima, poi diventato Escrima, è stato coniato proprio dagli spagnoli che assistendo ai duelli di bastone tra i filippini, ritrovarono molte similitudini con la loro scherma. Altri termini come “Estoque” o “Estocada” venivano utilizzati, riprendendo il nome da un tipo di spada “estoc” per gli spagnoli e “stocco” per gli italiani . Nella seconda metà del 1800 fu introdotto il termine “Arnés de mano” che identificava gli ornamenti degli attori filippini impegnati in rappresentazioni di propaganda del Cristianesimo nei contrapposto all’Islam (dette Komedya). A tutti gli effetti, le coreografie di queste cerimonie occultavano agli occhi degli spagnoli le tecniche di combattimento del Kali, mimetizzate come passi di danza “Sayaw”. A questo proposito è bene ricordare come in molti paesi, le arti marziali sono state celate sotto forma di danze tradizionali, agli occhi degli oppressori (la Capoeira praticata dagli schiavi africani in brasile e il Pentjak Silat dagli indonesiani) Josè Rizal e la rivoluzione contro la dominazione spagnola e americana Nella seconda metà dell’Ottocento, l’influenza gesuita nelle Filippine si faceva sempre più sentire. Don Josè de Azes dirigeva, in uno di questi istituti, una scuola di scherma spagnola e di Escrima filippina, chiamata Casa delle Armi (Tanghalan ng Sandat) dove i futuri leader dell’imminente rivoluzione, andavano ad addestrarsi. Uno di questi fu Josè Rizal.
Diplomato alla scuola gesuita viaggiò anche in Europa per studio e per denunciare l’oppressione delle Filippine da parte degli spagnoli. Tornato in patria organizzò la Lega Filippina, ma venne arrestato, esiliato sull’isola di Zamboanga e fucilato nel 1896. Rizal divenne la figura ispiratrice della rivoluzione "sotterranea" contro la dominazione spagnola. Nel 1898 una disputa territoriale nelle acque cubane tra Stati Uniti e Spagna sfociò in una guerra che portò alla vittoria degli americani, i quali pretesero, come bottino di guerra, il potere nelle Filippine. Per sua posizione geografica, l’arcipelago filippino era un’avanguardia strategica per gli Stati Uniti nell’Asia. Nel 1899 iniziò il primo conflitto filippino-americano. I filippini ancora una volta si dimostrarono guerrieri coraggiosi e temibili. Nonostante il divario a livello di armi (armi da fuoco contro armi bianche) gli americani erano terrorizzati da queste guerrieri che, per sopportare il sanguinamento provocato dalle ferite da arma da fuoco, si fasciavano in strettissime strisce di cuoio e il più delle volte riuscivano ad uccidere nonostante fossero stati ripetutamente colpiti.
Bandiera nazionale Filippina particolare il fatto che quando le filippine sono in guerra la bandiera viene capovolta.
E’ in questo periodo che i Marines americani vengono soprannominati “Leathernecks, ovvero "Colli di Cuoio" per l’usanza di portare massicci collari di cuoio in pattuglia per evitare di venire sgozzati negli agguati tesi dai filippini. Inoltre, per affrontare l’impeto inarrestabile dei filippini, vennero introdotti dalla Compagnia “C”, i fucili Krag e la pistola automatica Colt Governement calibro .45, dal potentissimo potere d’arresto, in sostituzione della calibro .38.

Tuttavia gli americani ebbero la meglio e mantennero la loro influenza per 44 anni circa. Numerosi furono gli scontro con i mussulmani “Moros” del sud dell’arcipelago che per tutto il tempo della dominazione americana rappresentarono un polo d’instabilità nella regione. Solo durante la seconda guerra mondiale i “Moros” si unirono ai filippini del nord per combattere un nemico comune, i giapponesi, che invasero le Filippine nel 1941. Alle unità americane vennero affiancate unità esclusivamente filippine, come i “Bolo Battalions”, soldati filippini esperti di combattimento nella giungla e all’arma bianca.
Durante tutte queste guerre, i guerrieri filippini combatterono sempre ad oltranza l'invasore di turno, prima in campo aperto e poi, durante l'occupazione, anche con tecniche di guerriglia. Svilupparono cosi metodi di combattimento individuale a mani nude e con armi da taglio sempre piu' evoluti, acquisendo contestualmente le tecniche utilizzate dai potenti eserciti nemici.
Oggi le Filippine sono una repubblica indipendente, la cui popolazione e' in gran parte di religione cristiana. Le lingue ufficiali sono due: il locale tagalog (sintesi codificata degli innumerevoli dialetti) e l'inglese. Nell'arte marziale vengono tuttavia spesso impiegati anche dialetti locali e termini spagnoli, per cui molto spesso vengono usati termini molto diversi per descrivere ed identificare le medesime tecniche.

La diffusione del Kali nel Mondo

Nel periodo preispanico la figura di riferimento legata all’istruzione dei giovani, era il Tuhon o insegnante. Le “Bothoan” o scuole, erano affidate al Tuhon e tutto cio' che si insegnava venne raggruppato sotto il nome Kali, filosofia inclusa, religione, la moralità, arti salutari, combattive e letterali. Il Tuhon era un uomo che aveva combattuto e difeso il proprio villaggio da tribù rivali o briganti, quindi per lui l’arte marziale era l’arte della sopravvivenza. Oggi l’insegnamento del Kali nelle scuole, riferito all’aspetto dell’ arte marziale tradizionale e non più come arte per la sopravvivenza, è stato ripreso grazie al sostegno di politici e senatori filippini, appassionati e praticanti di Kali. L'Associazione di Arnis Nazionale delle Filippine (Naraphil), creata nel 1967 e sostenuta dal Governo, sta cercando di organizzare e unificare il sistema di combattimento filippino in un'unico corpo, ma molti stili sono e vogliono continuare ad essere segreti. La segretezza dello stile e' la sua forza dicono i filippini . Questo principio ha permesso loro di essere dei veri combattenti e i sistemi sono trasmessi all'interno delle famiglie,da padre in figlio, di generazione in generazione, col divieto di insegnamento ad esterni se non preventivamente autorizzato e motivato.
E’ solo verso gli anni Venti e Trenta, che le arti marziali filippine sentono la necessità di farsi conoscere da un palcoscenico più vasto. E’ nel 1920 che a Cebu, il gran maestro Venacio “Anciong” Bacon, fondatore del metodo Balintawak, apre la prima scuola di Kali dell’isola, a pagamento, il Labangon Fencing Club. Nel 1932 nasce, sempre a Cebu, la Doce Pares Association, la più antica e famosa organizzazione di arti marziali filippine, anche ai giorni nostri. E’ sinonimo della famiglia Canete, suffragato ufficialmente anche dalla carica di Presidente di Eulogio “Euling” Canete, uno dei sei fratelli, assunta all’interno dell’associazione. Da qui in avanti molte saranno le scuole che si formeranno negli anni a venire. L’Arnis Escrima, nome con il quale l’arte marziale filippina viene conosciuta e divulgata dopo la colonizzazione spagnola, sbarca oltre ai confini dell’arcipelago, ad esempio con il Sikaran che, negli anni Cinquanta, viene riconosciuto in altri Paesi, quali Corea e Giappone. Il contatto con il grande pubblico è imminente.
Nel 1967 nasce appunto la Naraphil (National Arnis Federation of the Philippines), la quale organizza vari eventi di promozione delle arti marziali filippine. Passa alla storia il primo National Invitational Arnis Tournament di Manila, con la categoria ci combattimento dei Maestri, dominata da Cacoy Canete, uno dei più validi combattenti della Doce Pares Association e fondatore dell’Eskrido, arte marziale che combina l’Escrima e tecniche di Judo.
Negli anni Ottanta, sono sempre più svariate le competizioni nazionali che nascono e che danno lustro alla dimensione sportiva dell’Arnis. Proprio il nipote del Gran Maestro Cacoy Canete, Dionisio “Diony” Canete, viene eletto presidente della Naraphil e poco dopo a Los Angeles, ottiene la presidenza della neonata Wekaf (World Escrima Kali Arnis Federation), federazione sportiva di full contact stickfighting. Nel 1989 si tenne proprio a Cebu, il primo campionato del Mondo.
Ma è solo con Dan Inosanto che il Kali ottiene la sua massima diffusione a livello mondiale. Inosanto, chiamato anche il “Leonardo Da Vinci” delle arti marziali, nasce negli Stati Uniti nel 1936 a Stockton, California, città dove è presente una ricca comunità filippina. Entrerà nella storia non solo per le sue grandi doti tecniche e di ricercatore delle arti marziali, ma anche per il fatto di essere stato discepolo e amico di un’altra figura leggendaria, Bruce Lee.
Ad oggi il Kali Arnis Escrima, è considerata come una delle più efficaci e realistiche arti marziali nel combattimento, basata su concetti e movimenti che si possono applicare a qualsiasi arma da taglio e oggetto contundente. Gli esperti di Kali sono molto aperti al confronto con altri stili, ed è stato proprio grazie a questa propensione che, nei secoli, si è potuta affermare a livello mondiale.
La disciplina e' famosa in tutto il mondo per l'efficacissimo utilizzo del bastone corto (circa 70 cm), singolo o doppio. È l'argomento principale di molti stili di Kali ed in alcuni, è addirittura l'unica arma studiata. Il bastone è di solito fatto di rattan (bambù) oppure di altri legni duri come la qualità Yakal o il Kamagong.
Il bastone può essere usato con varie tecniche di impiego, per affondi di punta, per colpi di vario genere, per bloccare, agganciare, disarmare; per applicare delle leve, strangolamenti o delle proiezioni. I due bastoni possono essere usati come il bastone singolo e permettono di sviluppare gli stessi attributi su tutte e due le braccia, risulta quindi un ottimo allenamento preparatorio anche per il combattimento a mani nude. Il più popolare metodo di maneggio dei due bastoni è quello sviluppato dalla tribù Pampangueno ed è noto come "Sinawali": esso prevede una serie di sequenze di maneggio dei bastoni che si intrecciano tra loro, il suo nome deriva dal termine Sawali, che era un tipo di intreccio di canne di bambù usato dai filippini per creare stuoie.
L'uso dei doppi bastoni porta a sviluppare e migliorare il footwork, la meccanica del corpo e allena i movimenti del combattimento a mano nuda a corta distanza; gli esercizi eseguiti con il doppio bastone si possono eseguire anche con il bastone e daga, con il bastone singolo e anche a mani nude. Un’altra area di applicazione nello studio del Kali è il coltello, oltre che di altre armi bianche tradizionali filippine, quali il “karambit”, coltello ad uncino chiamato anche “artiglio della tigre” o il “balisong”, coltello a “farfalla” com’e’ stato denominato in Occidente, diventato molto famoso in tantissimi film per il suo uso spettacolare e coreografico.
Il coltello può essere usato in maniera offensiva o difensiva contro diverse armi. Abbinato alla spada o al bastone, può essere usato per agganciare l'arma dell'avversario o per disarmarlo o per gli attacchi in corta distanza. Il termine Balaraw o Baraw è spesso usato a Visayas per definire il coltello.
Tipica arma da taglio è il Kriss, che si distingue per la sua forma da altre armi da taglio. Ha una lama affilata sui due lati ed è ondulata per permettere al sangue di fluire facilmente via da una ferita inflitta all'avversario. Ha probabilmente origine in Malay. Nelle Filippine ci sono diversi tipi di Kriss, ogni regione ha il suo caratteristico, dotato di un diverso numero di onde sulla lama.
Il Kali presenta inoltre la caratteristica, pressoche' unica nel panorama marziale, di insegnare prima l'utilizzo delle armi e solo in un secondo momento, le tecniche a mano nuda. Dall’uso delle armi deriva quindi il pugilato filippino o “Panantukan”, l’arte di calciare “Sikaran”, la lotta in piedi “Buno” e la lotta a terra “Dumog”.
La trasferibilità dei principi e delle tecniche tra le diverse armi e addirittura alle mani nude, garantisce alle tecniche di Kali filippino una versatilità ed ecletticità tale, che sono state introdotte a pieno titolo nei metodi di difesa personale per civili, in cui è possibile utilizzare un qualsiasi oggetto della vita quotidiana come un’arma occasionale (un mazzo di chiavi, una penna, un paio di occhiali..) e nei sistemi di difesa personale e tecniche operative tra le Forze dell’Ordine di tutto il Mondo, oltre ai reparti militari e ai corpi speciali e di tantissimi Paesi, tra cui i Navy Seals statunitensi, che hanno introdotto alcuni principi del Kali, nei loro sistemi di “Close Quarter Combat”.
Con la pratica del Kali si imparano dei principi di base molto semplici, utilizzabili indifferentemente con qualsiasi arma ma anche a mano disarmata. I praticanti, inoltre, diventano in grado di improvvisare una risposta ad un'aggressione atipica e mai sperimentata nell'allenamento, semplicemente basandosi sempre sui solidi ed universali principi di base appresi. In altre parole il Kali e' un sistema completo, efficace e facilmente integrabile ad altre arti marziali; risulta inoltre estremamente semplice da apprendere ed adatto ai praticanti di ogni eta' e di entrambi i sessi. Esistono tutt’oggi, moltissimi stili di Kali, dovuti al fatto che, tra Nord, Centro e Sud, si tramandano da generazioni, di famiglia in famiglia e da villaggio a villaggio.
Qui di seguito vengono riportati alcuni degli stili conosciuti e catalogati:

Abanico
Abanico de sunkite
Abecedario
Abierta
Arku tai pa Arnis
Arfephil Arnis
Arnis Escorpizio
Arnis Fernandes
Arnis Koredas Obra Mano
Arnis Lanada
Armis Sidula
Arnis Tapado
Balintawak Eskrima
Balintawak Arnis Cuentada
Balintawak Super Cuentada
Balintawak Teovel Arnis
Balsakan
Bantagueno Serrada
Bayson style
Bdu style
Bicolano Arnis
Binas dynamic arnis
Black Eagle Arnis
Bohol Arnis
Bultong
Cadena de Mano
Cebuano
Cinco Tiros Arnis
De Campo escrima
De Pluma Arnis
De Querdas Eskrima Derobio Eskrima
DisalonDoblete rapillon
Doce Pares
Dos Manos
Doublecado
Eskrido
Etalanio
Excalibur system
Fondo Puerta
Giron Arnis
Hagibis
Herada Bantaqueno
Hinaplos arnis
Kuntao
Illongo
Illustrissimo Kali
Ilocano
Inayan Eskrima
Indagan Escrima
Inosanto / Lacoste Kali
Lameco Eskrima
Lapunti Arnis de Abanico
Larga Mano
Largada Pesada
Largusa/Villabrille kali
Lastico
Latosa Escrima
Lastra arnis
Lightning Scientific Arnis
Literada
Mena arnis Modern Arnis
Modern mano-mano
Moderno largos
Numerado
Pampango
Pananandata Marinas
Pekiti Tirsia Kali
Precia Punialada
Rapid Arnis
Redondo
Repeticion
Retirada
Rizal Arnis
Sayoc Kali
Serrada Eskrima
Siete Pares Arnis
Simaron
Sinayoup kali
Sikaran
Sulite style
Sumbrada
Sumkeate
Talahib
Tapado
Taosug
Tendencia arnis/hilot
Tobosa kali escrima
Toledo
Trisello
Vee Arnis
Waray
Warrior Eskrima

Tra gli stili più conosciuti a livello mondiale ricordiamo i seguenti:
Inosanto- La Coste: è il metodo che sintetizza la monumentale esperienza di Guro Dan Inosanto, e si basa sull’insegnamento di oltre 25 maestri filippini residenti negli USA e provenienti dalle Filippine, in particolare John La Coste di cui rappresenta l’erede, e Floro Villabrille una vera leggenda del Kali emigrato nelle isole Hawaii.

Villabrile/Largusa : Ha come massimo esponente Ben Largura, il discepolo più autorevole di Villabrille che ha avuto grande seguito negli USA. Il Guro Villabrille è rimasto una leggenda della disciplina per essere rimasto uno degli ultimi combattenti negli incontri svoltisi nelle Filippine e nelle Hawaii con uso di bastoni e senza regole, proibiti alla fine degli anni 40.

Arnis Escrima Bahala Na : Ha come caposcuola Leo Giron, veterano della 2° guerra mondiale che quindi ha avuto modo di testare ‘sul campo’ il suo background marziale. Nella sua scuola in California è rappresentata l’esperienza di una ventina di stili di combattimento, tra cui il più conosciuto è il Larga Mano. Uno dei suoi allievi più illustri è il gran maetro Tony Somera.

Escrima Doce Pares:Anch’esso frutto dell’esperienza di svariati stili , ha la particolarità di aver integrato azioni circolari e rotatorie. Al giorno d’oggi questa scuola è rappresentata dalla famiglia Canete che porta avanti la tradizione a Cebu (Filippine).

Arnis Balintawak: Stile tra i più popolari fondato da Venancio Bacon, sviluppatosi nel centro delle Filippine e basato sull’uso del bastone singolo e sul lavoro a mani nude, enfatizza la corta distanza e ispiratore di sistemi come il Serrada Escrima, Escrima Latosa e Modern Arnis.

Escrima – Serrada: Conosciuto oltreoceano grazie al suo massimo esponente Angel Cabales, primo filippino ad aver aperto una scuola di Kali negli Usa.

Pekiti-Tirsia: Creato da Leo T. Gaje jr,nato dall’esperienza del nonno C. Tortal fuso con l’esperienza di svariati maestri della zona di Visaya. Estremamente versatile nella corta distanza, sofisticato, efficace e funzionale nell’utilizzo delle armi da taglio (coltello, spada e daga), si è sviluppato negli USA e nelle Filippine (Negros occidentale).

Kali Illustrissimo: E’ nato dall’evoluzione tecnica di A. Tatang Illustrissimo che ha fuso lo stile di famiglia con le scuole musulmane di Mindanao nel Sud delle Filippine. L’efficacia del suo sistema, caratterizzata dall’uso estremamente diretto ed essenziale, è stata confermata da sfide all’ultimo sangue che hanno costellato la vita del maestro.

Modern Arnis : Remy Presas era forse il più celebre dei maestri, innanzi tutto perché ha esportato l’arte del Kali negli Stati Uniti, poi perché ha compiuto un grande lavoro di razionalizzazione dell’apprendimento, chiamando il modus operandi “modern arnis”, e infine perché ha stabilito delle basi per un sport competitivo spettacolare, atletico e divertente con regole semplici e precise. Grazie a lui inoltre, il Kali ha ottenuto un riconoscimento ufficiale nelle Filippine, come parte del patrimonio pre-ispanico dell’arcipelago presso il Ministero del Turismo, ed è stato inclusa come forma sportiva nelle scuole medie e nei licei del paese.

Scarica QUI il la storia completa con l'aggiunta di molte immagini.


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Realizzato da Damiano Foresti